








Negli anni Sessanta cominciammo a specializzarci nel larice su richiesta dei falegnami locali impegnati su edifici storici. La svolta arrivò quando un restauratore veneziano, al lavoro su una chiesa parrocchiale, ci chiese tronchi di qualità straordinaria: riuscimmo a reperire e stagionare esemplari seguendo criteri artigianali allora poco diffusi nella zona.
La nostra reputazione crebbe grazie a consegne puntuali e alla capacità di adattare il materiale alle specifiche tecniche dei cantieri storici. Negli anni Ottanta, durante un grande restauro a Venezia, la Procuratoria di San Marco cercava fornitori in grado di garantire tracciabilità, qualità e tempi certi: inviando un dossier tecnico e alcuni campioni dimostrammo che il nostro larice era compatibile con le esigenze del monumento. Da quel momento iniziò la collaborazione ufficiale, che consolidammo con forniture regolari e controlli di stagionatura sempre più rigorosi.
Nel tempo abbiamo costruito e mantenuto una rete europea di approvvigionamento — Scandinavia, Tirolo, Svizzera, Baviera — imparando a riconoscere gli alberi cresciuti nelle condizioni migliori per il restauro architettonico. Abbiamo sviluppato processi interni di controllo qualità e tecniche di lavorazione che uniscono esperienza artigiana e requisiti conservativi moderni, per garantire stabilità, durabilità e tracciabilità del materiale fornito.
Una delle nostre partite di larice è stata destinata alla Cupola del Cristo: un intervento delicato che richiede legname con caratteristiche meccaniche e di stagionatura eccellenti, oltre a una corrispondenza stilistica con l’originale. Per quella fornitura abbiamo selezionato tronchi con pochi nodi e diametri adeguati, curando ogni fase — dalla scelta del bosco al taglio, dalla stagionatura alla lavorazione finale — per rispettare le specifiche della Procuratoria e le esigenze del cantiere. Contribuire alla conservazione della Cupola del Cristo testimonia la continuità delle competenze artigiane che abbiamo mantenuto e trasmesso di generazione in generazione.








